Per l’edizione 2026 del SOUQ Film Festival si conferma la giuria tecnica dell’ultima edizione, con un gradito ritorno: la professoressa Elena Dagrada. La giuria è composta da:

Francesca Acquati – Curatrice multidisciplinare e manager culturale, si occupa di cultura, arte e rigenerazione urbana. Dal 2022 è direttrice generale di gres art 671, che abita la fabbrica dell’ex Gres a Bergamo, guidando funzioni e programma del nuovo centro per l’arte contemporanea e la cultura. In precedenza è stata project manager responsabile del programma del centro culturale BASE Milano, nato dal recupero dall’ex Ansaldo. Co-cura il programma del festival indipendente max3min. Fino al 2021 è stata nel comitato di selezione di Milano Film Festival e ha scritto di film e cultura per diversi magazine. Si impegna per l’eliminazione della violenza contro le donne come volontaria e componente del direttivo di The Circle Italia Onlus.

Adolfo Ceretti – Professore Ordinario di Criminologia all’Università degli Studi di Milano Bicocca, dal 2019 collabora con la Giurisdizione Speciale per la Pace istituita in Colombia dopo gli Accordi di Pace del 2016. Nel 2021 è stato nominato dall’allora Ministra Marta Cartabia quale Coordinatore del Gruppo di lavoro sulla Giustizia Riparativa al fine di predisporre gli schemi di decreto legislativo per l’attuazione della Legge 27 settembre 2021, n.134, “Delega al Governo per l’efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e di disposizioni per la celere disposizione dei procedimenti giudiziari”. Tra le sue ultime pubblicazioni: “Io volevo ucciderla. Per una criminologia dell’incontro” (Raffaello Cortina, 2023, con Lorenzo Natali), libro al quale si è ispirato il film “Elisa”, di Leonardo Di Costanzo, in concorso alla 82^ Mostra del Cinema di Venezia.

Elena Dagrada – Elena Dagrada è docente di prima fascia presso il DAR dell’Università di Bologna. In precedenza ha insegnato presso l’Université de Bordeaux 3 Michel de Montaigne, l’Università degli Studi di Milano, la Scuola Nazionale di Cinema-CSC (Roma) e la Scuola del Documentario-Città della Scienza (Napoli); ha inoltre tenuto lezioni presso varie università italiane e straniere. Si è occupata a lungo di soggettiva e di cinema delle origini, pubblicando fra l’altro la seconda edizione dell’International Bibliography on Early Cinema (1995) e Between the Eye and the World. The Birth of the Point-of-View Shot (2014). Il suo studio Le varianti trasparenti. I film con Ingrid Bergman di Roberto Rossellini (2005, 2a ed. accresciuta 2008) ha ottenuto una segnalazione al premio Efebo d’Oro e ha vinto il premio Limina-Carnica per il miglior libro di ricerca storiografica. Dal 1993 al 1997 ha fatto parte del comitato direttivo di DOMITOR (Associazione Internazionale per la ricerca sul cinema delle origini) e dal 2015 al 2021 ha presieduto l’AIRSC (Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema).

Simone Pietro De Domenico – Ha lavorato in Italia e all’estero come montatore e responsabile di post-produzione, per poi dedicarsi alla scrittura per la televisione. È tra i fondatori de Il Mecenate ente di produzione e di gestione di spazi per le arti performative. È tra i fondatori di Anqa, collettivo fondato a Gaza nel 2022. Da oltre dieci anni coordina progetti legati alla scrittura creativa e alla mediazione penale negli istituti di detenzione. Insieme ad Azalen Tomaselli ha pubblicato “Il carcere: una città invisibile” (Franco Angeli, 2020) e, come curatore, il romanzo collettivo “A proposito di Jackie” (La Vita Felice, 2022), scritto nel reparto femminile del carcere di San Vittore.

Tommaso Landucci – Nato nel 1989, si è formato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma sotto la guida di Daniele Luchetti. Ha iniziato la sua carriera collaborando con Claudio Giovannesi al film “Ali ha gli occhi azzurri”. Nel 2014 ha lavorato come assistente di Luca Guadagnino sul set di “A Bigger Splash”. Ha diretto il documentario “Caveman”, presentato alle Giornate Degli Autori, Notti Veneziane nel 2021. Nello stesso anno vince il Premio Solinas per il “I figli della scimmia”, suo primo lungometraggio di finzione che realizza nel 2026. Il film è stato presentato nella sezione Orizzonti della 83esima Mostra di Arte Cinematografica di Venezia, dove ha vinto il premio per la Miglior Sceneggiatura e quello per la Miglior Interpretazione Maschile a Riccardo Scamarcio.

Enrico Maisto – Nato a Milano nel 1988, dopo la laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Milano nel 2008 inizia la sua esperienza nel cinema come stagista di regia sul set di “Vincere” di Marco Bellocchio. Nel 2014 realizza il suo primo lungometraggio documentario, “Comandante”, presentato al Milano Film Festival, dove riceve il Premio Aprile. Nel 2015, con Valentina Cicogna, vince il Premio Solinas Documentario con “La Convocazione”, prodotto da Start e Rai Cinema e presentato in numerosi festival internazionali, tra cui IDFA, Festival dei Popoli, Filmmaker e Hot Docs, dove vince il premio come miglior mediometraggio. Dal 2016 coordina il settore cinema della Fondazione Culturale San Fedele di Milano. Nel 2018 è membro della giuria del Premio Solinas Documentario. Nel 2021 dirige “L’età dell’innocenza”, premiato come miglior documentario italiano al Festival dei Popoli e distribuito in sala nel 2022 da Wanted Cinema. Nel 2026 il suo ultimo documentario “La stanza degli altri” viene selezionato alla 21° edizione della Festa del Cinema di Roma. Attualmente lavora sviluppo del suo primo film di finzione, “Big in Japan”, scritto con Marco Pettenello e prodotto da Start e Perseo Film.

Niccolò Nisivoccia – È nato nel 1973 a Milano, dove vive e lavora come avvocato. Collabora con il manifesto, il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Oltre alle pubblicazioni scientifiche, è autore di libri di poesia e prosa poetica (Sulla fragilità, 2019; Variazioni sul vuoto, 2020; Quasi una cosmologia, 2021; Un dialogo notturno, 2024), di saggi (Il diavolo mi accarezza i capelli, 2020, con A. Ceretti; Il silenzio del noi, 2022; Le belle leggi, 2025) e di libri di testimonianza (La storia di ognuno, 2024).

Anna Sfardini – È professoressa associata all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Comunicazione interculturale e media e Metodi di ricerca sulla produzione e i consumi mediali e tiene il Laboratorio di Soft Skills Empowerment presso la Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere. È responsabile delle attività di ricerca del Ce.R.T.A. – Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi dell’Università Cattolica e direttore didattico del Master ALMED «Fare TV. Management del broadcasting e dello streaming». Le sue ricerche si muovono nell’ambito dei media studies, con particolare attenzione alle dinamiche di produzione e consumo nel contesto dello streamcasting e ai temi del rapporto tra media e informazione. Fra le sue pubblicazioni, Soft Skills Empowerment. Comprendere e sviluppare le abilità comunicative (con P. Colombo, 2026), La Televisione. Dal broadcasting allo streamcasting (a cura di, con M. Scaglioni, 2025), Dystopian Worlds Beyond Storytelling (a cura di, con V.A. Bruno, A. Campati e P. Carelli, 2024).

Nicoletta Vallorani – È professoressa di Studi Culturali Inglesi e Anglofoni presso l’Università degli Studi di Milano. Le sue ricerche spaziano dal colonialismo e postcolonialismo alle geografie urbane, soprattutto londinesi, fino alle intersezioni tra crime fiction e studi sulla migrazione. In collaborazione con Simona Bertacco, è coautrice di “The Relocation of Culture. Translations, Migrations, Borders”. Ha curato, in collaborazione con Simona Bertacco e Werner Boelhower, Il volume “The Bloomsbury Handbook of Anglophone Literature and Migration. Critical and Creative Work (1946-2016)”. Ha ideato e realizzato il progetto Docucity sul cinema documentario e le geografie urbane, e con Laura Scarabelli, è co-direttrice della rivista online “Altre Modernità”. È direttrice della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi.